Prezzo del petrolio a 100$, Bitcoin in stallo a 67.000$, Escalation USA-Iran – Crypto News Settimana W10 2026
Eccoci all'appuntamento con un nuovo Crypto Summary, per fare il punto delle crypto news della settimana.
La settimana che si è chiusa ieri, è stata una di quelle da ricordare. Non perché sia andata male, è stata peggio e meglio allo stesso tempo, spesso nelle stesse ore.
Se lunedì ti eri svegliato con Bitcoin sopra i 72.000 dollari e una sfilza di notizie istituzionali da far girare la testa, venerdì sera ti sei ritrovato a fissare lo schermo con il prezzo scivolato sotto i 68.000, il petrolio a 110 dollari e i mercati globali in preda al panico per quello che sta succedendo tra Washington e Teheran.
Andiamo con ordine. A metà settimana Bitcoin aveva toccato i 72.700 dollari, spinto da uno short squeeze potente e da una sequenza di sviluppi istituzionali che, messi uno dietro l’altro, sembravano quasi troppo belli per essere veri.
La SEC ha inviato alla Casa Bianca la sua guida interpretativa sulle crypto. quella che potrebbe diventare la prima tassonomia ufficiale americana per gli asset digitali.
Kraken è diventata la prima banca digitale ad accedere al sistema di pagamenti della Federal Reserve. Morgan Stanley ha chiesto una licenza OCC per custodire asset digitali e offrire staking ai clienti.
E poi c’è l’Indiana, che con la House Bill 1042 ha fatto qualcosa che nessun altro stato americano aveva osato con questa ampiezza: tutela dell’autocustodia, divieto di tassazione discriminatoria sulle crypto, e obbligo per i fondi pensione statali di includere opzioni di investimento in criptovalute entro il 2027.
A completare il quadro, due settimane consecutive di afflussi negli ETF spot su Bitcoin: 568 milioni entrati nella settimana corrente, dopo cinque settimane di emorragia da 3,8 miliardi.
Per qualche giorno, sembrava davvero che il mercato avesse trovato un punto fermo.
Poi è arrivata la geopolitica. Le tensioni tra Stati Uniti e Iran, che covavano da settimane, sono esplose in azioni militari concrete. Missili, droni, e tutto ciò che ne è seguito: il petrolio ha sfondato i 110 dollari al barile, l’avversione al rischio ha travolto qualsiasi asset speculativo e Bitcoin ha bruciato 110 miliardi di capitalizzazione in poche sedute.
Sabato 8 marzo, con le borse tradizionali chiuse, il mercato crypto si è trasformato nel termometro in tempo reale del risk-off globale: 302 milioni di dollari in liquidazioni in 24 ore, BTC scivolato a 67.947 dollari, Ethereum tornato sotto i 2.000, Solana a 84 dollari.
Ma ridurre questa settimana al prezzo sarebbe un errore. Sotto la superficie del panico, si sono mosse cose che potrebbero ridisegnare il settore per gli anni a venire: dalla tassonomia SEC ai nuovi ETF con staking, dalla storica vittoria di Uniswap in tribunale all’hardfork di Polygon che introduce pagamenti per agenti AI on-chain.
Vediamo allora, nel dettaglio, quali sono state le notizie più importanti della settimana.
In questo numero:
Crypto Market Recap
Analisi Tecnica Bitcoin
ETF Spot Bitcoin: il venerdì nero cancella i guadagni
Vola il petrolio: prezzo sopra i 100$ al barile
SEC: la tassonomia crypto arriva alla Casa Bianca
Kraken entra nella Fed, Morgan Stanley nella custodia crypto
Polygon Lisovo: l’hardfork che porta i pagamenti AI on-chain
Video della settimana
Crypto Market Recap
Andiamo a guardare da vicino come si sta muovendo il mercato.
Una settimana partita in salita. Bitcoin sopra i 72.000 dollari, ottimismo istituzionale, qualche speranza di inversione ma poi si è chiusa con BTC a 67.947 dollari e un calo di quasi il 5% dai massimi.
La seconda metà della settimana è stata dominata da un unico tema: le tensioni tra Stati Uniti e Iran. Con il petrolio schizzato sopra i 110 dollari al barile, il flight-to-safety ha travolto tutto il resto.
Liquidazioni: 302 milioni spazzati via in un giorno dall’escalation Iran-USA
Sabato 8 marzo è stata una giornata da dimenticare per chi operava con leva. Secondo i dati aggregati di CoinGlass, il mercato dei derivati crypto ha bruciato oltre 332 milioni di dollari in liquidazioni in sole 24 ore, con 27.000 BTC trasferiti sugli exchange in un singolo giorno, un dato che, da solo, racconta l’intensità della pressione di vendita.
La parte del leone l’hanno fatta ancora una volta le posizioni long: in troppi avevano scommesso sulla continuazione del rimbalzo di metà settimana, e il mercato li ha puniti. Bitcoin ha guidato la classifica delle liquidazioni con circa 120 milioni di dollari, seguito da Ethereum e le altre.
Market Cap totale: 2,31 trilioni di dollari, in calo del 3,4%
La capitalizzazione totale del settore è scivolata a 2,31 trilioni, con una contrazione del 3,4% nella sola giornata di sabato.
Bitcoin regge meglio degli altri e mantiene una dominance del 57,1%, sostanzialmente invariata. Ethereum, invece, non riesce a trovare una direzione: è tornato sotto i 2.000 dollari, con la sua quota di mercato scesa al 10%.
Per un approfondimento sul funzionamento della market Cap puoi consultare questo articolo, dove ci sono anche esempi fatti bene relativi alle criptovalute.
Il resto dell’universo altcoin vale circa il 32,9%. ma il condizionale è quasi d’obbligo, visto come si stanno muovendo le cose.
Fear & Greed Index: 18, paura estrema
Il Fear and Greed Index segna 18. Paura estrema, senza mezzi termini,un livello che non si vedeva dall’inizio del 2023, e che fotografa abbastanza bene lo stato d’animo degli investitori retail in questo momento.
L’Altcoin Season Index è a 35, in piena Bitcoin Season: le altcoin continuano a perdere terreno rispetto a BTC, con il 38% dei token che scambia vicino ai minimi storici.
Migliori e peggiori crypto della settimana
Tra le migliori crypto della settimana su CoinMarketCap ordinate per performance a 7 giorni troviamo DEXE (DeXe) in forte rimbalzo con un +30%, Bittensor (TAO) a +11,5% e Chiliz (CHZ) con un +11,4%. Pi Network (PI) segna un +9% e Zcash (ZEC) un +4,6%.
Bene anche OKB, il token dell’exchange OKX, Toncoin, Ether.fi e Morpho.
Tra le peggiori, Pippin perde il 40%, Trump cede il 13% e XDC Network il 3,4%. Male anche Stable (-12%), SEI a -10%, poi a seguire AAVE, Virtual Protocol, Cardano con ribassi in media del 5%-6%.
Analisi Tecnica Bitcoin
Andiamo a vedere come si sta muovendo il prezzo di BTC rispetto al dollaro. Una settimana di incertezza: dai 72.700 dollari di mercoledì ai 67.947 di sabato sera, con una volatilità che ha colto di sorpresa chi si era posizionato per una continuazione del rimbalzo.
l rimbalzo di metà settimana, alimentato dallo short squeeze e dall’ondata di notizie istituzionali positive, si è fermato esattamente dove ci si aspettava che si fermasse: l’area 72.000-73.300 dollari, dove transita la EMA a 50 giorni. Una resistenza che, per ora, ha tenuto.
Il quadro tecnico sul daily è chiaro, e non particolarmente incoraggiante. Bitcoin si trova sotto tutte le medie mobili esponenziali chiave, 10, 20, 50, 100 e 200 giorni, una configurazione che tecnicamente viene letta come segnale ribassista su tutti i timeframe.
Sul MACD giornaliero, due sessioni consecutive con istogramma positivo a metà settimana avevano fatto pensare a un allentamento della pressione di vendita. Poi il selloff di venerdì e sabato ha rimesso tutto a zero. Momento interlocutorio, in attesa di capire chi prende il controllo.
I dati on-chain, però, raccontano qualcosa di diverso dal panico che si respira in superficie. Le balene hanno acquistato 270.000 BTC negli ultimi 30 giorni, l livello più alto in tredici anni. Le riserve sugli exchange sono scese a 2,31 milioni di BTC, minimi dal 2018: meno BTC disponibili per la vendita significa, in teoria, meno pressione ribassista strutturale. E siamo arrivati a 20 milioni di BTC minati, un dato da sottolineare.
I livelli da tenere d’occhio nella prossima settimana: supporto immediato a 65.000 dollari, poi, se dovesse cedere, il Realized Price a 54.900 dollari come ultima linea difensiva.
ETF Spot Bitcoin: il venerdì nero cancella i guadagni
Dopo cinque settimane consecutive di deflussi, per un totale di circa 3,8 miliardi di dollari usciti dal comparto. qualcosa si era mosso. Questa è la seconda settimana consecutiva con afflussi netti positivi, e i dati di SoSoValue lo confermano.
Flussi settimanali: +568 milioni dopo 5 settimane di deflussi
Il saldo settimanale degli ETF spot su Bitcoin si è chiuso a +568,45 milioni di dollari.
Non un dato isolato: arriva dopo i 787,31 milioni della settimana precedente, il che configura due settimane consecutive di flussi positivi per la prima volta da mesi.
Un segnale che il capitale istituzionale sta tornando ad affacciarsi con cautela, ma ci sta tornando.
AUM e volumi: il punto della situazione
Tra lunedì e mercoledì, i volumi sugli ETF hanno accelerato in modo netto, con oltre 1 miliardo di dollari in afflussi cumulati in soli tre giorni.
L‘iShares Bitcoin Trust di BlackRock (IBIT) si conferma la destinazione preferita del capitale istituzionale, e ha assorbito buona parte dei deflussi registrati dagli altri fondi nel corso della settimana.
Il dettaglio giornaliero: lunedì record, venerdì crollo
Guardando i dati giorno per giorno, la settimana si divide nettamente in due metà. Quella di apertura è stata quasi euforica: 458,19 milioni di dollari lunedì, altri 225,15 martedì, 461,77 mercoledì. Tre sedute da manuale, con gli investitori che sembravano aver ritrovato l’appetito per il rischio.
Poi è arrivato giovedì, e con lui i primi segnali di nervosismo: deflussi per 227,83 milioni.
Venerdì ha fatto il resto 348,83 milioni in uscita, trascinati dall’escalation geopolitica che ha messo sotto pressione ogni asset speculativo.
Il saldo settimanale resta positivo, per fortuna. Ma il momentum che si era costruito nei primi tre giorni si è dissolto nel giro di 48 ore.
Vola il petrolio: prezzo sopra i 100$ al barile
L’escalation tra Stati Uniti e Iran ha cambiato tutto nel giro di 48 ore. Il greggio WTI è schizzato a 119 dollari al barile nelle contrattazioni asiatiche i oggi. il livello più alto dal 2022, dall’invasione russa dell’Ucraina.
A innescare la fiammata è stata la notizia che l’Iraq aveva avvertito di possibili interruzioni da 3 milioni di barili al giorno, con le forze iraniane che minacciano i tankers nello Stretto di Hormuz.
Il calo netto di offerta stimato supera i 20 milioni di barili al giorno.
The Kobeissi Letter non ha usato mezzi termini: questo è “il più grande shock di offerta petrolifera della storia”, con una riduzione giornaliera che supererebbe la somma dei cinque episodi più gravi degli ultimi decenni messi insieme.
I mercati hanno risposto nel modo prevedibile: la probabilità di un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve nella riunione del 18 marzo è crollata al minimo.
Nonostante lo shock petrolifero, le liquidazioni di sabato e il clima di panico generalizzato, Bitcoin ha tenuto sopra i 67.000 dollari alla riapertura di lunedì. Un buon segnale per BTC.
La SEC ridisegna le regole: la tassonomia crypto arriva alla Casa Bianca
Il 3 marzo 2026, la Securities and Exchange Commission ha trasmesso all’Office of Information and Regulatory Affairs (OIRA) della Casa Bianca un documento intitolato “Commission Interpretation on Application of the Federal Securities Laws to Certain Types of Crypto Assets and Certain Transactions Involving Crypto Assets”.
L’atto, attualmente in fase di prerule e sottoposto a revisione, rappresenta il tentativo più strutturato della SEC di definire i perimetri regolamentari degli asset digitali negli Stati Uniti.
Il cuore del documento è la cosiddetta token taxonomy: un sistema di classificazione che stabilirà quali asset digitali rientrano nella definizione di titolo finanziario ai sensi delle leggi federali americane e quali invece ricevono un trattamento diverso.
La distinzione non è formale: da essa dipendono gli obblighi di registrazione, i requisiti di disclosure, le modalità operative delle società crypto e le tutele riservate agli investitori. Un portavoce della SEC ha precisato che la guidance mira a fornire “una comprensione chiara degli obblighi normativi a investitori e innovatori”.
Una volta superata la fase di revisione interagenzia, i tre commissari SEC dovranno votare per l’adozione ufficiale del documento.
Kraken entra nella Fed: la settimana dell’adozione istituzionale
Il 4 marzo 2026, Kraken Financial, la banca controllata Payward, la holding di Kraken, ha ricevuto un master account dalla Federal Reserve Bank of Kansas City.
È la prima volta nella storia che un’istituzione finanziaria dedicata agli asset digitali ottiene accesso diretto alle infrastrutture di pagamento della banca centrale americana.
L’approvazione è strutturata come limited-purpose master account, con condizioni calibrate sul profilo di rischio specifico di Kraken, e vale per un primo termine di un anno. Non è un accesso illimitato ma è un accesso reale, diretto, alla stessa infrastruttura su cui si appoggiano migliaia di banche americane.
Fino a ieri, Kraken, come qualsiasi altra fintech o società crypto, doveva appoggiarsi a banche corrispondenti per spostare fondi fiat sulle reti di pagamento federali.
Un percorso lento, costoso e pieno di dipendenze operative. Con il master account, Kraken Financial si connette direttamente a Fedwire: niente più intermediari, settlement più veloci, costi ridotti per i clienti istituzionali.
Sul piano tecnico, la Fed ha classificato Kraken Financial come Tier 3, categoria riservata a istituti non assicurati federalmente e soggetti a scrutinio rafforzato. È solo la terza entità di questo tipo ad aver mai ricevuto l’approvazione.
Per il comunicato ufficiale, vai qui sul sito di Kraken.
Polygon Lisovo: l’hardfork che porta i pagamenti AI on-chain
Il 4 marzo 2026, la Polygon Foundation ha attivato sul mainnet l‘hardfork Lisovo.
Sul mercato, la reazione è stata fredda, POL ha perso l’11% nelle 24 ore successive, scivolando a 0,1011 dollari con una market cap di 1,07 miliardi e volumi giornalieri di 86,05 milioni.
Non è insolito: gli upgrade tecnici raramente vengono premiati nell’immediato dal prezzo. Ma guardando cosa è stato introdotto, il quadro è più interessante di quanto il grafico suggerisca.
PIP-82 e i pagamenti agente-agente: il punto più rilevante
La novità più significativa di Lisovo è il PIP-82. In parole semplici: il protocollo sussidierà le fee gas per le transazioni tra agenti AI, con un fondo iniziale di 1 milione di dollari dedicato. Significa che due agenti AI autonomi potranno pagarsi a vicenda on-chain senza che il costo delle transazioni renda il meccanismo inutilizzabile.
Non è un dettaglio tecnico minore. Il tema dell’agentic economy, cioè di sistemi AI che operano in autonomia, interagiscono con servizi esterni e gestiscono micropagamenti senza intervento umano, è uno dei più discussi nell’intersezione tra intelligenza artificiale e blockchain.
Polygon vuole essere l’infrastruttura su cui queste interazioni si svolgeranno.
L’upgrade porta con sé anche altre modifiche. Il supporto al Count Leading Zeros opcode (CLZ) amplia la compatibilità degli smart contract con funzioni matematiche avanzate.
Le migliorie al passkey wallet riducono la dipendenza dalle seed phrase tradizionali, rendendo l’accesso al wallet più semplice per gli utenti che usano autenticazione moderna. Sul piano della stabilità,
Il contesto: stablecoin locali
Lisovo non è un upgrade isolato. Si inserisce in una strategia più ampia che la Polygon Foundation ha esplicitato nella sua vision 2026: rendere i movimenti di valore on-chain più veloci, più economici, più affidabili. Sulla rete stanno crescendo le stablecoin in valuta locale, JPYC in yen giapponese e BBRL in real brasiliano. che alimentano pagamenti merchant, prestiti e wallet.
Video della settimana
L’approfondimento video di questa settimana riguarda un tutorial completo su come iniziare a investire creando il proprio portafoglio di investimenti da zero,
Investire oggi non è più come una volta. Il mondo finanziario è diventato un posto piuttosto complicato, tra mercati caratterizzati da grande volatilità e notizie economiche che cambiano ogni giorno. Eppure, come creare un portafoglio solido rimane la sfida più importante per chi vuole far crescere i propri risparmi senza perdere il sonno.
In questo video abbiamo cercato di fornire una guida partendo dalle basi per arrivare a modelli di portafoglio validi per ogni tipo di investitore.
Trovi l’approfondimento su come creare un portafoglio di investimenti sul sito di Webeconomia.it con una analisi approfondita e sulla nostra newsletter.
Buona settimana
Facciamo il punto. Quattro giorni. Dal rally istituzionale più entusiasmante degli ultimi mesi al panico geopolitico più acuto degli ultimi anni. E Bitcoin, come da copione, ha amplificato tutto, in entrambe le direzioni.
I numeri, prima di tutto. Sul lato positivo, è stata una settimana storica sul fronte normativo. La SEC ha fatto il passo più significativo della sua storia verso una regolamentazione organica del settore, consegnando alla Casa Bianca una tassonomia che potrebbe finalmente rispondere alla domanda che rimbalza da anni: chi regola cosa nel mondo degli asset digitali americani?
Kraken ha ottenuto l’accesso diretto al sistema di pagamenti della Federal Reserve, qualcosa che sembrava fantascienza solo due anni fa, oggi è realtà.
Le tensioni tra USA e Iran hanno mandato il petrolio sopra i 110 dollari al barile, innescato 302 milioni in liquidazioni in un solo giorno, e fatto crollare il Fear and Greed Index. Paura estrema. Bitcoin ha perso quasi 5.000 dollari dai massimi settimanali, scivolando sotto i 68.000. La capitalizzazione totale del mercato è scesa a 2,33 trilioni, con il 43% dell’offerta circolante di BTC ora in perdita.
Eppure i dati on-chain raccontano una storia diversa. Le balene non hanno venduto: hanno comprato. 270.000 BTC accumulati in 30 giorni, il dato più alto in tredici anni.
La prossima settimana sarà un test. Se Bitcoin riesce a tenere l’area 65.000-67.000 dollari e la situazione geopolitica non peggiora, potremmo vedere un tentativo di recupero verso i 72.000. Se invece il supporto cede, il Realized Price a 54.900 dollari indicato da Glassnode è il prossimo livello strutturale dove il mercato potrebbe davvero trovare un supporto solido su cui appoggiarsi.
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